martedì 14 aprile 2015

ORA!

La Marcia della Dignità e tutte le altre forze politiche che compongono il Coordinamento nazionale della sinistra contro l’euro, hanno dato vita a Chianciano Terme, nei giorni 11 e 12 aprile 2015, ad un’assemblea per dare avvio al processo costituente di un Movimento Politico Nuovo.

Il Coordinamento della Sinistra contro l'euro, lo ricordiamo, è nato sull'onda del grande convegno svoltosi a Chianciano Terme, nel gennaio 2014, «OLTRE L'EURO. La sinistra, la crisi, l'alternativa».

Ci si proponeva di dimostrare che esiste una sinistra contro l'euro e l'Unione europea, una sinistra sovranista che si opponesse al regime eurista e nello stesso tempo fosse alternativa alle destre no euro; una sinistra che indicasse un chiaro programma di uscita dalla crisi e dal disastro sociale in cui siamo precipitati, salvaguardando le conquiste storiche del popolo lavoratore.

Un anno è passato da allora, durante il quale il Coordinamento ha lavorato alacremente. 
Da più parti ci è arrivata la richiesta urgente di oltrepassare la forma di Coordinamento che ci eravamo data, di formare un Nuovo Soggetto Politico raggruppando attorno a noi altre realtà, altre voci, costituire uno strumento che per la maggioranza dei cittadini, consapevoli che da questa empasse si esce solo lottando uniti.
Considerando esaurita la funzione politica del Coordinamento, a Chianciano Terme abbiamo dato il via ad un processo costituente per fondare il nuovo soggetto.
L'assemblea di Chianciano è stata difficile, ha visto confrontarsi diverse visioni del mondo, diversi modus operandi.
Ma alla fine dei lavori siamo riusciti ad approvare un Ordine del Giorno finale, ad eleggere un Consiglio Nazionale, e ad approvare per acclamazione il Manifesto ORA! Sovranità popolare – Democrazia – Lavoro – Diritti Sociali, che pubblichiamo di seguito, sottoponendolo all'attenzione dei nostri lettori, nell'augurio che si uniscano a noi.

[Per informazioni: ora@email.com;
Per l'Umbria: ora.umbria@email.com]

ORA!
Sovranità popolare – Democrazia – Lavoro – Diritti Sociali.

Il paese è in una crisi sociale economica e morale senza precedenti. Ci vogliono far credere che sia ineluttabile, irreversibile e senza via d'uscita.
Sembra il destino crudele a cui siamo condannati da un processo storico “naturale” e inarrestabile.
L'unica soluzione sembra doversi arrendere o adattarsi.
È falso!
In realtà questo processo è stato prodotto dal capitalismo finanziario globale che ha ingannato i popoli attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione e che ormai, dopo averle asservite a sé, tiene in ostaggio le classi politiche svuotando gli Stati Nazionali della propria sovranità.
In particolare nell'Unione Europea sono state delegate alle istituzioni comunitarie oligarchiche fondamentali prerogative di governo degli Stati, senza nessuna possibilità di controllo democratico e usando l'Euro come chiave di volta nella costruzione neoliberista.
In Italia questo ha comportato il tradimento dei principi fondanti della Costituzione che vedeva nello Stato il garante del benessere collettivo e della dignità delle persone.
Per attuare quei principi lo Stato si dotava di fondamentali strumenti economici, ovverosia il controllo totale della Banca Centrale e del sistema bancario potendo così intervenire direttamente sullo sviluppo e sulla gestione dell'economia.
Questo, malgrado i conflitti e le disuguaglianze, ha permesso all'Italia di avere un'industria statale sviluppatissima nei settori strategici accelerandone lo sviluppo socio-economico.

Quindi, in questa situazione, non partiamo da zero. Noi ripartiamo da una liberazione di 70 anni fa che ha prodotto una Costituzione in cui il primo articolo stabiliva che il lavoro non avrebbe mai più dovuto essere una merce, ma lo strumento principe per l'elevazione sociale culturale economica e morale dei cittadini.

Siamo convinti che oggi come ieri siamo obbligati a liberarci da un'occupazione, questa volta di natura economico-finanziaria, che ha seppellito i fondamenti della nostra democrazia frantumando i diritti dei lavoratori e riportando indietro di secoli la storia.
Per questo processo di liberazione occorre riappropriarsi della sovranità nazionale
Sovranità che la costituzione assegna al popolo, di cui lo Stato deve essere strumento e che non poteva essere ceduta.

Oggi nel panorama politico anche chi fa opposizione non ha un progetto paese organico alternativo al dominio neoliberista. Nel frattempo assistiamo a un pericoloso agguato all'assetto istituzionale democratico, attraverso le riforme elettorali e costituzionali in corso.

È quindi urgente la costruzione di un nuovo movimento politico che sia il lievito di un risveglio popolare che riconsegni all'Italia la sovranità politica e monetaria liberandoci dalla gabbia del neoliberismo e dei suoi viceré; che promuova la più vasta alleanza che includa le forze democratiche già oggi all'opposizione e quelle destinate a sorgere.
Vogliamo costruire un Paese in cui la disoccupazione, la precarietà e la povertà, non lo Spread, siano considerati i mali peggiori; un Paese in cui lo Stato, in nome e per conto del popolo, salvaguardi l'ambiente e i beni comuni, e si riprenda il controllo dei settori strategici, industriali e bancari, sottraendoli alle logiche inumane del mercato e del profitto a tutti i costi.
La tecnologia e le scienze devono essere sostenibili e al servizio del benessere collettivo. Vogliamo una società in cui si consumi il giusto e si produca il necessario, mettendo al centro le persone, la sostenibilità e non certo il Profitto.
Questo nuovo movimento politico va costruito qui e ora! Prima che sia troppo tardi, prima che prenda forza il mostro in agguato, quello di forze reazionarie che, travestite da anti-sistema, vorrebbero portarci dalla padella del disordine neoliberista alla brace di dittature neofasciste.
Abbiamo deciso di metterci in marcia convinti che il futuro sia ancora aperto.

Per riuscire è necessario svegliarsi dall'ipnosi neoliberista e diventare protagonisti del cambiamento. Per partire non chiederci di offrirti uno strumento politico perfetto: questo progetto potrà maturare solo con il contributo diretto di tutti quelli che ne condividono gli obiettivi.

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